giovedì 7 agosto 2008

Definiamo il Mount-Point di una periferica di archiviazione con file system VFAT


Avendo una PSP slim & lite, che sulla mia UbuntuBox viene gestita dall'ottimo software QPSPManager, per gestire salvataggi, convertire video, trasferire file...ecc, ho avuto l'esigenza di dover dare alla mia PSP un mount-point statico, e non che variasse di volta in volta (tipo /media/disk......./media/disk-1.......). Prima ho tentato di modificare il mount-point cliccando col tasto destro sull'icona del dispositivo e modificando le impostazioni di mount dalla scheda "Volume" delle Proprietà....ma questo NON FATELO, perchè non vi permetterà più di montare la periferica....infatti vi darà un errore del tipo:

Impossibile montare il volume
Dettagli: mount_point cannot contain the following characters: newline, G_DIR_SEPARATOR (usually /)

Se incappate in questo errore...risolverlo è semplice:
Da terminale date:

gconf-editor

e andate nella scheda System --> Storage --> Volume ed eliminate le chiavi relative alla periferica che non viene montata.

Vediamo ora come invece modificare permanentemente un mount-point:
Installiamo prima di tutto un insieme di tool utili:

sudo apt-get install mtools

Poi con il comando

sudo fdisk -l

verifichiamo il nome del device, es /dev/sdc1
Controlliamo che il device non ha nessuna label con il comando:

sudo mlabel -i /dev/sdc1 -s ::

Se non vi è etichetta a quel device ci verrà riproposto:

Volume has no label

Diamo allora il comando

sudo mlabel -i /dev/sdc1 ::MioDisco

per etichettare il device con il nome "MioDisco".

A questo punto dobbiamo dare i permessi per poter scrivere e cancellare i file:

sudo chown -R *utente:*gruppo /media/MioDisco

dove al posto di *utente e *gruppo inseriamo rispettivamente il nome utente e del gruppo, che nel caso si sia amministratori coincidono.
Possiamo però impostare i permessi in modo più flessibile, assegnando ad un determinato gruppo la possibilità di modificare i file del nuovo disco. Il gruppo è plugdev, a cui appartengono gli utenti abilitati al montaggio di dischi rimovibili. Diamo questi comandi:

Assegnamo la directory dove montiamo il disco al gruppo plugdev:

sudo chgrp plugdev /media/MioDisco

Impostiamo i permessi di scrittura al gruppo:

sudo chmod g+w /media/MioDisco

Imponiamo che solo i proprietari dei file possono cancellarli d
al dispositivo. (Tutti possono scrivere ma l'utente A non può cancellare un file creato dall'utente B).

sudo chmod +t /media/MioDisco

Ora, se ricolleghiamo la periferica, verrà montata in una cartella con sempre lo stesso nome e, come nel mio caso, non dovremmo modificare ogni volta le impostazioni di eventuali programmi che usano il dispositivo. Ciao uagliò!

venerdì 1 agosto 2008

COMANDO SALVA CHIA..E PER RIPRISTINARE IL BOOT MANAGER DI WINDOWS

Mi sono ritrovato nella situazione critica di dover ripristinare il bootmanager di Windows in quanto sto cercando di creare un dual boot un po' "particolare" su di un PC di un mio amico. Ho inserito quindi un cd di Windows 98 (o qualunque cosa vi permetta di avere un prompt di MS-DOS) e ho digitato:

fdisk /MBR

Spero sia di aiuto a qualcuno. Ciao!

RECUPERARE PARTIZIONI DANNEGGIATE!!!


Per l'ennesima volta rimango sorpreso! Ricordando i vecchi tempi, quando se per caso un virus o una mia ca...ta mi danneggiava le partizioni, addio a tutto quello che c'era dentro il mio HD e.......formattavo. Ieri un mio amico mi da il suo HD da 400GB con dentro foto, video, e ricordi in generale....lo collego al mio portatile e.....sorpresa: Ubuntu non riusciva a montarlo. Do allora un fdisk -l e la partizione NTFS c'era. Analizzo il disco con GParted....e sorpresa delle sorprese: PARTIZIONE DANNEGGIATA!!! A questo punto chiamo il mio amico....e li do la brutta notizia. Prima che tentasse il suicidio gli ho detto di aspettare una notte, e che se dopo non fossi riuscito a ridarli tutto il contenuto dell'HD poteva poi tranquillamente "suicidarsi".....naturalmente sto esagerando!
Ho scritto molto di più per raccontarvi la storiella, che quanto serva per capire come recuperare i dati contenuti nell'HD. Infatti, installiamo subito testdisk:

sudo apt-get install testdisk

avviamolo con

sudo testdisk

apparirà un programmino con interfaccia a caratteri....Di seguito la procedura semplificata che serviva a risolvere il mio caso. Il programma è però utile a risolvere molti altri casi...ed è molto potente:
  • selezionare create a new log file
  • selezionare l'hd e cliccare su proceed
  • selezionare intel/pc partition
  • selezionare analyse
  • selezionare proceed
  • premere enter
  • selezionare write
  • confermi con Y
a questo punto usciamo dal programma con Q e scolleghiamo e ricolleghiamo l'HD esterno....Nel mio caso ho finalmente avuto la vera BELLA SORPRESA!!! Spero sia così anche per voi.

Ripristinare Grub (boot manager di Ubuntu) dopo installazione di Windows


Sempre più persone tra i miei amici, conoscenti, parenti, vedendomi lavorare sul mio portatile rimangono affascinati da Ubuntu, in quanto notano la semplicità e le potenzialità di questo O.S. ed è capitato di dover installare Ubuntu sul loro PC, ma a causa un (giusto) timore del nuovo, mi hanno chiesto di far convivere Ubuntu con Windows Xp sulla stessa macchina. Naturalmente non è questo l'argomento che voglio affrontare, in quanto è già largamente affrontato sui wiki ufficiali, ma è capitato che, come spesso succede, Windows è cominciato a diventare molto lento, a causa di virus, ecc....e naturalmente, per non perdere molto tempo a capire qual era il problema (visto che di tempo ne ho già poco!), mi è stato chiesto di resettare il computer, formattando l'HD. Per chi fa questa operazione la prima volta ha la bella sorpresa di venere il nostro amato sistema Linux "scomparire", o meglio se ne perdono le tracce. Non c'è da preoccuparsi....Ubuntu è la....e aspetta solo di riprendere il controllo (molto più democratico!!!) della macchina. Capiamo il perchè di questo inconveniente e cerchiamo di risolverlo.
Quando su una macchina su cui risiede l'OS WIndows installiamo Ubuntu, il bootmanager di windows viene sostituito con quello di Linux, Grub. Un bootmanager è un programmino molto importante che permette alla macchina di capire dove è il sistema operativo a cui affidarsi per iniziare a svolgere in totale le sue attività. Il bootmanager di windows non prevede il dual-boot (possibilità di scegliere tra più sistemi operativi sulla stessa macchina) e quindi quando viene installato dopo Ubuntu sovrascrive Grub, facendo perdere le tracce della partizione che contiene il nostro sistema Linux. Risolviamo il problema:
Per prima cosa muniamoci di un Live-CD di Ubuntu. Inseriamo il Live-CD e riavviamo il PC. Avviato Ubuntu in modalità live, da terminale digitiamo

sudo fdisk -l

che ci mostrerà la tabella delle partizioni. Prendiamo nota della partizione che contiene Ubuntu. Esempio:

:~$ sudo fdisk -l

Disco /dev/sda: 80.0 GB, 80026361856 byte
255 heads, 63 sectors/track, 9729 cylinders
Units = cilindri of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0xd53d826f

Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 * 1 4438 35648203+ 83 Linux
/dev/sda2 4439 4699 2096482+ 82 Linux swap / Solaris
/dev/sda3 4700 9729 40403475 b W95 FAT32

Disco /dev/sdb: 80.0 GB, 80026361856 byte
255 heads, 63 sectors/track, 9729 cylinders
Units = cilindri of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0x1c8d1f48

Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/sdb1 * 1 9729 78148161 7 HPFS/NTFS

Nel mio caso si noti come la partizione di Ubuntu sia la /dev/sda1.
Creiamo una cartella che useremo per il ripristino:

sudo mkdir /mnt/ripristino

ora montiamo la partizione in cui risiede Ubuntu nella cartella appena creata, mettendo al posto di xxxx il nome della partizione dove abbiamo installato Ubuntu (nel mio caso sda1)

sudo mount /dev/xxxx /mnt/ripristino

EDIT (17 Giugno 2009):

e poi

sudo mount -o bind /dev /mnt/ripristino/dev

sudo chroot /mnt/ripristino

Ora possiamo installare fisicamente Grub.
ATTENZIONE!!! X è il numero dell'HD, Y è il numero di partizione sui cui vi è Ubuntu, cioè:
se Ubuntu è su sda1
X sarà 0 perchè in sda la "a" sta ad indicare il primo HD (partendo da 0)
Y sarà 0 perchè sda1 è la partizione che contiene Ubuntu; se fosse stato "sda3" per arrivare alla terza partizione dobbiamo contare 0,1,2. --> la nomenclatura di grub sarebbe stata (hd0,2)

cd /boot/grub
grub

così entriamo nel programma di gestione testuale di grub; date poi i seguenti comandi:

root (hdX,Y)

setup (hdX)

quit

Se adesso riavviamo il PC dovremmo vedere avviarsi Grub e quindi dovremmo poter riaccedere a Ubuntu.


Vediamo ora come ripristinare l'avvio di Windows XP, in quanto molto probabilmente non riuscirete più ad avviarlo.
Digitiamo:

sudo fdisk -l

e segnamoci la partizione che contiene Windows. Per esempio, riferendosi alla tabella di prima, la partizione sda3.
Apriamo con l'editor di testo Gedit il file di configurazione di Grub:

sudo gedit /boot/grub/menu.lst

aggiungiamo alla fine del file il seguente testo:

title Windows XP
root (hdX,Y)
makeactive
chainloader +1

ATTENZIONE!!! X è il numero dell'HD su cui vi è Windows, Y è il numero di partizione sui cui c'è Windows, cioè:
se Windows è su sda3
X sarà 0 perchè in sda la "a" sta ad indicare il primo HD (partendo da 0)
Y sarà 2 perchè essendo sda3 la partizione che contiene Windows, per arrivare alla terza partizione dobbiamo contare 0,1,2. --> la riga che ne segue è
"root (hd0,2)".

Se Windows è su sdc2 --> "root (hd2,1)"..........ecc.

Ora riavviando dovremmo poter essere in gardo di scegliere fra Ubuntu e Windows.

Spero di essere stato chiaro. La procedura è corretta, cmq può variare in base a diversi fattori. Contattatemi in caso di difficoltà.

giovedì 31 luglio 2008

Se non è automatico...lo montiamo a mano!!!


Capita, a chi è nuovo in ambito Linux, di collegare un drive USB (HD, lettori mp3, ecc...) e di avere la brutta sopresa di non vedere apparire l'icona del dispositivo sul desktop. Proviamo a capire cosa significa quella icona sul Desktop, ovvero impariamo a montare una partizione in Ubuntu.
Io vi mostro come faccio io:
supponiamo di collegare un HD esterno USB e che sul Desktop non compaia l'icona dell'HD appena collegato;
  • Con il comando lsusb verifico se il dispositivo risulta collegato (infatti l'output è un elenco di tutte le porte usb e delle relative periferiche eventualmente collegate)
  • Con il comando sudo fdisk -l verifico le partizioni viste da Ubuntu. Le prime dell'elenco dovrebbero essere quelle relative all'HD del nostro PC, mentre quelle più in basso quelle relative ad esempio ad HD esterni.

:~$ sudo fdisk -l

Disco /dev/sda: 80.0 GB, 80026361856 byte
255 heads, 63 sectors/track, 9729 cylinders
Units = cilindri of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0xd53d826f

Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/sda1 * 1 4438 35648203+ 83 Linux
/dev/sda2 4439 4699 2096482+ 82 Linux swap / Solaris
/dev/sda3 4700 9729 40403475 b W95 FAT32

Disco /dev/sdb: 80.0 GB, 80026361856 byte
255 heads, 63 sectors/track, 9729 cylinders
Units = cilindri of 16065 * 512 = 8225280 bytes
Disk identifier: 0x1c8d1f48

Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
/dev/sdb1 * 1 9729 78148161 7 HPFS/NTFS


Questo è l'output del comando fdisk -l sul mio portatile quando ho inserito un HD esterno. Notiamo le prime 3 partizioni (sda1, sda2, sda3) sono relative all' HD interno, infatti la prima è la partizione in cui vi è la root, la seconda è lo swap e la terza è una partizione FAT32 che utilizzo come "garage" dati.
Poniamo la nostra attenzione sul disco esterno /dev/sdb, in cui vi è la partizione sdb1. Il comando fdisk ci sta dicendo che sdb è un "device" di tipo HD. Può capitare (senza analizzare i motivi) che la partizione /dev/sdb1 (in questo caso) non venga montata automaticamente. Vediamo i principali comandi da terminale che ci permettono di montare il drive in una directory qualunque, esempio in /mnt che è una directory vuota della root, su cui possiamo tranquillamente montare partizioni.
Il comando per montare /dev/sdb1 in /mnt è:

sudo mount /dev/sdb1 /mnt

Prima di scollegare fisicamente il drive diamo il comando:

sudo umount /dev/sdb1 /mnt

Se precedentemente abbiamo utilizzato il nostro HD ad esempio con Windows e lo abbiamo scollegato senza premere sulla famosa "Rimozione sicura dell'hardware" il notro Ubuntu non sarà in grado di montare automaticamente il drive, perchè Windows lascia dei file temporanei che non permenttono il montaggio. Menomale che il pinguino non si ferma mai davanti a nulla, e invece di ricollegare il drive su Windows e "rimuoverlo in maniera sicura", montiamolo con la forza bruta!!!

sudo mount /dev/sdb1 /mnt -o force

Con questi semplici comandi non ci dovremmo fermare più davanti ad HD non montati. Naturalmente l'approccio è diverso nel caso in cui la periferica non viene riconosciuta, in quel caso bisogna tentare strade alternative.

martedì 29 luglio 2008

Installare una scheda di rete Wireless usb che non viene riconosciuta da Ubuntu

Dopo aver installato Xubuntu su un computer un po' datato di un mio amico che si connetteva tramite una chiavetta usb Wireless con driver solo per Windows, ho dovuto far riconoscere questa chiavetta a Xubuntu, che all'inizio la vedeva solo come una periferica usb, ma che non sapeva come utilizzarla. Non è una cosa complicata, ma per chi non sapesse l'esistenza di ndiswrapper potrebbe essere utile, quindi posto la procedura:

Installiamo
ndiswrapper:

sudo apt-get install ndisgtk
Avviamo ndiswrapper:

sudo ndisgtk
Copiamo il driver Windows in una cartella del nostro HD, esempio in /home/*nomeutente*/Driver e dall'interfaccia di Ndiswrapper selezioniamo il driver appena copiato. Se tutto è andato bene Ndiswrapper ci avvisa che la periferica è stata riconosciuta correttamente, e tutto dovrebbe funzionare.











domenica 2 dicembre 2007

Impostare manualmente la frequenza della CPU con le gnome-applet

Premetto che se si da la possibilità alla gnome-applet "Variazione frequenza CPU" di impostare manualmente la frequenza della CPU, questo privilegio lo si da a qualunque utente, e può essere rischioso in caso di attacchi informatici. Detto questo, corrediamo uno qualunque dei nostri pannelli con l'applet Variazione frquenza CPU, cliccando sul pannello desiderato col tasto destro e selezionando la voce Aggiungi al pannello.

Una volta che siamo in grado di visualizzare la frequenza di lavoro della nostra CPU, apriamo un terminale e digitiamo:

sudo dpkg-reconfigure gnome-applets

e rispondiamo SI alla domanda che vi viene posta. Ora, direttamente dal desktop, potremmo modificare la frequenza di lavoro della nostra CPU.